Giornale dell'I.T.I.S. "G. Cardano" - Pavia

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Lo spettacolo degli studenti

AUTORI
Andrea Faruffini e Giulia Begliossi, 2CI
Ultima modifica: 12 mesi fa

Tempo di Lettura
~ 3 minuti
Valutazioni: 3
| Media: 5

Evento finale del Pon “Freedom writers. Per un’autobiografia linguistica” realizzato in Aula Magna il 4 maggio 2023

“Davvero degli studenti si sono impegnati per fare uno spettacolo?”

Queste sono le parole che mormoravo tra me e me, nella mia testa, prima di entrare in Aula Magna. Quando si pensa a uno spettacolo scolastico, si pensa in generale a qualcosa di noioso e monotono creato dai professori, ma è davvero così? La risposta che avrei dato prima di vedere questo spettacolo è diversa da quella che darei adesso.

“Perché questo cambiamento?” mi chiederete voi lettori; ebbene, lo spettacolo mi ha stupito talmente tanto che da spettatore mi pento di non aver partecipato alla sua creazione. Infatti, per quanto l’evento fosse a tratti ‘semplice’, il duro lavoro degli studenti è stato fatale per crearlo: uno spettacolo che parla di passioni e di come queste siano diverse tra loro, un piccolo concerto e qualche riflessione. Questi i principali temi, che, nonostante la loro semplicità, sono stati esposti in modo estremamente coinvolgente.

Lo spettacolo si apre con l’entrata in scena di uno studente, che si cimenta nel suonare alla tastiera un brano, tranquillo e lento; sale sul “palco”, successivamente, tutta la band.

Sei ragazzi uniti dalla passione per la musica danno vita a un piccolo concerto, che, nonostante i classici problemi di audio ormai immancabili, fa scoppiare il pubblico in un caloroso applauso. Vengono poi proiettate delle foto sul retroscena dello spettacolo, e, a turno, alcuni alunni si alzano e leggono un foglio: alcuni avevano una poesia, altri semplici frasi, utili per riflettere sulle nostre passioni. Al termine di ogni lettura il pubblico, ormai coinvolto dalle emozioni e dai sentimenti sprigionati, si apre in un applauso sempre più forte, tanto da far sorridere gli studenti che hanno lavorato al progetto.

Personalmente io e alcuni dei miei compagni abbiamo riflettuto sul significato di questo spettacolo, che, nonostante la sua leggerezza, ha generato un’onda di coscienza nelle nostre menti.

                                                                                                              Andrea Faruffini, 2CI

 “Lo spettacolo per gli studenti”

“Stare in piedi fuori per 20 minuti a preparare un ingresso in scena che probabilmente verrà male”: ecco il mio pensiero, mentre fissavo una finestra con una spaccatura che mi ricordava il ghigno di un lupo.

Ho passato tutti i mercoledì a fare un corso autobiografico nel quale ho frainteso tutto… La parte positiva? Mi sono divertita; ecco la differenza di quel PON con tutti gli altri: il permesso di socializzare, di divertirsi e di creare dei testi senza un senso e senza essere giudicati. Poi, un pomeriggio fin troppo caldo, mentre disegnavo, mi hanno detto che ci sarebbe stato uno spettacolo.

Aspe’ cosa? Uno spettacolo?!?!?

Esatto. Non avevo capito male. E da lì quei pomeriggi passati a scrivere un testo biografico, che non riguardava neanche me, sono trascorsi a impegnarmi, o meglio impegnarci, per realizzare uno spettacolo che la maggior parte di noi (me compresa), non voleva fare, forse per imbarazzo o forse per qualche altra emozione che non ho ancora ben capito.

Peccato che lo spettacolo tanto temuto sia venuto fin troppo bene; certo la nostra parte dove leggiamo i testi di altri compagni è stata praticamente ignorata e io stavo per scoppiare a ridere, però la band ha avuto un successone.

La parte più “cringe” dello spettacolo è stata guardare le nostre foto scattate durante il PON: ogni foto che vedevo dei miei compagni era una lacrima in più dalle risate, ma d’altronde le mie foto mi raffiguravano mentre avevo la testa appiccicata a una macchinetta…

Perciò, non è che io possa vantarmi più di tanto…

Va beh! Ad ogni modo lo spettacolo è stato grandioso e se fosse per me lo rifarei altre mille volte, e non solo per saltare un’intera giornata di scuola e far saltare delle ore a tutti i miei compagni (solidarietà prima di tutto), ma anche perché è stato uno spettacolo fuori da tutti i canoni; non sembrava neanche uno spettacolo scolastico, ma un evento organizzato da un gruppo di amici, che si sono conosciuti per caso e che dopo un grande successone non si sono neanche messi d’accordo per una pizzata!

                                                                                      Giulia Begliossi, 2CI

Valutazioni: 3 | Media: 5

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