Giornale dell'I.T.I.S. "G. Cardano" - Pavia

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Il lavoro ai tempi dei social

AUTORI
Arianna Mehengeff, Riccardi Luca, Sebastian Schivo, Chen Hong, Leonardo Longhi e Dia Abdou 2FI
Ultima modifica: 1 settimana fa

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Vi siete mai chiesti quanto guadagna in media un Influencer?
Sono impressionanti le cifre e fanno ancora più scalpore se paragonate a uno stipendio medio annuo di un medico o di un avvocato.

Questo è uno dei tanti motivi per il quale molti giovani preferisce puntare ad avere 1 milione di followers rispetto ad una laurea.

Sono molteplici le piattaforme che ti permettono di raggiungere tali cifre: Instagram, Tiktok, Twitch, Youtube, OnlyFans solo per citarne alcuni.

Un influencer da 1 milione di followers postando un singolo post al giorno per un anno può arrivare a guadagnare anche 1.460.000 di euro. Sono circa 6 volte lo stipendio medio annuo del lavoro più pagato in Italia, il notaio, che ammonta a 226.000 euro, anch’essa una cifra enorme se confrontata allo stipendio annuo di un medico, che corrisponde a 75.000 euro.

Quest’evidente differenza abissale porta quindi nei giovani il desiderio di arrivare a quelle enormi cifre senza voler compiere alcun sforzo, cosa che si è dimostrata possibile nel corso degli anni.

Spesso però la maggior parte dei ragazzi tende a tralasciare il lato psicologico e la pressione alla quale gli haters sottopongono chi ha scelto di intraprendere il percorso da influencer.

Però, nonostante i numeri assurdi, questo non può essere considerato un vero lavoro poichè non permette in alcun modo l’evoluzione sociale. Basti pensare che praticamente nessuno vorrebbe fare il fornaio o il cameriere per vivere. I ragazzi infatti spesso scelgono la strada più facile, però coloro che ce la fanno a sfondare non sono molti. Spesso dunque si abbandonano gli studi per seguire questo grande sogno, però purtroppo la fama e la gloria sono veramente precarie in questo nuovo mondo: un giorno ti amano, quello dopo ti odiano. I ragazzi sono quindi portati a vivere male l’insuccesso e finiscono per abbandonare il percorso, privi però di titoli di studi adeguati e di una base solida. Siamo di fronte ad un grande cambiamento nel mondo del lavoro, la domanda sorge spontanea: in meglio o in peggio?

Arianna Mehengeff, Riccardi Luca, Sebastian Schivo, Chen Hong, Leonardo Longhi e Dia Abdou 2FI

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