Giornale dell'I.T.I.S. "G. Cardano" - Pavia

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Giovani e legalità: un impegno necessario contro le mafie

AUTORI
Viola Cirillo, Noemi Zarra, 3DLS
Ultima modifica: 2 anni fa

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Viviamo in un’epoca in cui il fenomeno mafioso non è solo una questione di criminalità organizzata, ma un problema culturale e sociale che riguarda tutti, specialmente noi giovani. Il progetto di “Educazione alla legalità” a cui il nostro istituto ha aderito è stata un’esperienza illuminante che ci ha permesso di comprendere meglio la realtà delle mafie e il loro impatto sulla società. Il progetto si è articolato in tre momenti: un incontro conoscitivo, la visione dello spettacolo Se dicessimo la verità presso il teatro Politeama ed un ulteriore incontro di restituzione.

Durante quest’ultimo, Ilaria Meli, docente all’Università Statale di Milano, scrittrice del libro Casamonica: Come nasce e si afferma un potere criminale e studiosa di fenomeni riguardo la criminalità organizzata, ci ha parlato delle mafie, delle loro caratteristiche principali, della loro influenza in Italia (in particolare nella nostra regione) e delle conseguenze che hanno portato. Il progetto, infatti, ha come scopo principale quello di diffondere consapevolezza tra i giovani, perché una maggiore conoscenza a riguardo potrebbe contribuire ad abbattere questo grande nemico.

 


L’esperta ha successivamente passato la parola a Raffaella Guglielmann, referente e coordinatrice del presidio di Pavia dell’associazione Libera, un’organizzazione di promozione sociale che da trent’anni si occupa di lotta contro la criminalità organizzata. L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di crescita per tutti noi, offrendo spunti di riflessione su una realtà spesso poco conosciuta ma profondamente radicata nel nostro Paese.

È quindi emerso che le mafie sono organizzazioni criminali inserite profondamente nel tessuto sociale grazie alla loro struttura gerarchica e fortemente segreta, con un codice d’onore che promuove la lealtà e l’omertà. La paura di vendette e ritorsioni impedisce a molti di denunciare i crimini mafiosi, favorendo la perpetuazione del fenomeno. Inoltre, la mafia agisce facendo in modo che molte persone, anche non direttamente coinvolte, partecipino indirettamente al sistema (ad esempio, tramite il pagamento del pizzo). Essa nasce in contesti di debolezza delle istituzioni e quindi appare come una sorta di “autorità parallela”. Spesso viene vista come un sistema di protezione o come una risposta a un’ingiustizia sociale, creando una sorta di cultura della mafia che, purtroppo, si radica nel territorio.

La mafia non si limita a operare nel crimine, ma ha una profonda influenza anche sull’economia e sulla politica. Molte organizzazioni mafiose, come la ‘Ndrangheta o la Camorra, sono coinvolte in attività illegali che vanno dal traffico di droga, alle estorsioni, al riciclaggio di denaro, alla gestione di appalti pubblici e privati. Riescono inoltre a ottenere e mantenere il potere su determinate aree, infiltrandosi nell’amministrazione pubblica, nel sistema giudiziario e sanitario, nelle forze dell’ordine e in altre istituzioni. Un esempio eclatante è la costruzione dell’aeroporto di Punta Raisi, oggi Falcone-Borsellino, la cui realizzazione fu fortemente influenzata da interessi mafiosi. La posizione dell’aeroporto, in un’area inidonea, fu determinata più da pressioni politiche e mafiose che da reali esigenze logistiche. Anche la costruzione dell’autostrada Palermo-Punta Raisi sollevò sospetti, poiché il suo tracciato sembrava studiato per evitare l’esproprio di terreni appartenenti a famiglie mafiose.

La lotta contro la mafia è una delle sfide più difficili che uno Stato possa affrontare e non è un fenomeno esclusivamente italiano, ma globale. Richiede perciò non solo un impegno da parte delle istituzioni, ma anche una forte volontà da parte della società di non tollerare più la criminalità organizzata e di denunciare. La prevenzione e l’educazione alla legalità sono quindi strumenti fondamentali per ridurre e, si spera, estirpare definitivamente il fenomeno. Perciò, progetti come questo sono essenziali da proporre all’interno delle scuole.

Noi giovani possiamo fare la differenza con piccoli gesti quotidiani: informandoci, non restando indifferenti, partecipando ad associazioni antimafia, denunciando ogni forma di sopraffazione. Il futuro ci appartiene e spetta a noi scegliere da che parte stare.

Viola Cirillo, Noemi Zarra, 3DLS

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