6 maggio 2025, Friedrich Merz viene eletto cancelliere della Germania al secondo turno con 325 voti a favore dopo che l’Unione Cristiano Democratica (CDU), il partito di centrodestra guidato da Merz stesso, ha vinto le elezioni del 23 febbraio per rinnovare il Bundestag, il parlamento federale tedesco. Alleata con il partito bavarese dell’Unione Cristiano Sociale (CSU), la CDU ha raccolto il 28,9 per cento dei voti.
Il secondo partito più votato è stato Alternative für Deutschland (AfD): il partito di estrema destra euroscettico, guidato da Alice Weidel, ha raccolto il 20,8 per cento dei consensi, il suo risultato migliore di sempre.
Al terzo posto è arrivato il Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD) guidato dal cancelliere uscente Olaf Scholz: con il 16,4 per cento dei voti, la SPD ha ottenuto il suo risultato peggiore dalla fine della Seconda guerra mondiale.
L’AfD è il primo partito di estrema destra a superare il 20% dalla fondazione della Repubblica Federale.

Le elezioni federali tedesche del 23 febbraio 2025 hanno segnato una svolta storica per la Germania e per l’Unione Europea, con risultati che hanno profondamente modificato il panorama politico rispetto al 2021.
Le elezioni federali tedesche del 26 settembre 2021 avevano rappresentato un momento cruciale nella storia politica della Germania e, per estensione, dell’intera Unione Europea. Con la fine dell’era Merkel, dopo sedici anni di leadership stabile e influente sullo scenario europeo, la Germania aveva voltato pagina, scegliendo un nuovo equilibrio politico in un contesto segnato da sfide globali e da una crescente domanda di rinnovamento. Il Partito Socialdemocratico di Germania (SPD), guidato da Olaf Scholz, era emerso come la prima forza politica del paese, conquistando il 25,7% dei voti di secondo grado e 206 seggi al Bundestag. Questo risultato aveva segnato una significativa rimonta rispetto al 2017, confermando la volontà dell’elettorato di premiare una proposta riformista ma moderata. Al contrario, la CDU/CSU, l’alleanza cristiano-democratica, al governato per anni sotto la guida di Angela Merkel, aveva registrato il peggior risultato della sua storia, fermandosi al 18,9%. Il risultato aveva imposto un lungo negoziato per la formazione del nuovo governo, culminato nella nascita della cosiddetta “coalizione semaforo”, composta da SPD, Verdi e FDP. Questa alleanza sottolineava un impegno verso una modernizzazione economica e sociale del paese, puntando su innovazione, giustizia climatica e coesione europea. Le elezioni del 2021 avevano avuto anche una valenza simbolica: per la prima volta due donne transgender, Tessa Ganserer e Nyke Slawik, venivano elette al Bundestag, segnando un progresso storico per i diritti LGBTQ+ in Germania.
In un’Europa che affronta sfide complesse – dalla transizione ecologica alla difesa dell’unità politica e della sicurezza – la nuova leadership tedesca, espressa dalle elezioni 2025, assume un ruolo fondamentale. La Germania, motore economico dell’UE, viene chiamata a guidare, con spirito cooperativo, una nuova fase di integrazione e solidarietà europea. Friedrich Merz, leader della CDU/CSU, eletto cancelliere dopo una votazione parlamentare tesa, evidenzia però divisioni all’interno della coalizione CDU-SPD. La sua elezione è stata resa possibile grazie al sostegno dei Verdi e di Die Linke, ma l’alleanza rimane fragile e le sfide politiche evidenti.
Il risultato elettorale avrà un impatto significativo sull’Unione Europea. La crescita dell’AfD solleva preoccupazioni riguardo all’ascesa dell’estrema destra in Germania, con potenziali ripercussioni sulle politiche migratorie e sull’unità europea. Tuttavia, la presenza di Merz al governo potrebbe favorire un rafforzamento dei legami transatlantici e una maggiore assertività della Germania in ambito europeo, sebbene le sue posizioni più conservatrici possano complicare i rapporti con alcuni partner europei.

Sara Grignani 4ALS
Giornale dell'I.T.I.S. "G. Cardano" - Pavia

