Giornale dell'I.T.I.S. "G. Cardano" - Pavia

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Una Vita a Liberare Altre Vite: Indimenticabile Incontro con Don Luigi Ciotti

AUTORI
Alberto Riccardi 2DLS
Ultima modifica: 11 mesi fa

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Il 22 Ottobre 2025 sarà una data che le classi seconde del Liceo I.T.I.S “Cardano” e alcune classi del Liceo Copernico ricorderanno a lungo: gli studenti hanno avuto l’onore di ospitare Don Luigi Ciotti in un incontro toccante intitolato “Una vita a liberare altre vite” moderato da Elisa Chiari. Dopo i ringraziamenti iniziali, rivolti a tutti i professori che hanno reso possibile il progetto, Don Ciotti ha subito chiarito il suo messaggio, affermando di non essere venuto a rappresentare sé stesso, ma il grande “noi” di tutte le persone che sostengono le sue associazioni e il suo impegno contro la mafia e le dipendenze, un impegno che si estende a livello internazionale. Ciotti ha trascorso la sua infanzia a Torino in una famiglia povera ma dignitosa, raccontando di come l’incontro cruciale con un medico senzatetto, che aveva perso tutto, lo abbia cambiato: l’uomo gli fece notare come i giovani si stessero distruggendo con la droga in un periodo in cui c’era una legge che obbligava i medici ad allertare le autorità qualora avessero aiutato un tossicodipendente, impedendo di fatto alle persone di chiedere aiuto per paura. 

Dopo la morte del dottore, Don Ciotti sentì il dovere di agire: prima parlò con amici e parroci dell’idea di aiutare questi giovani, e poi a vent’anni, fondò il Gruppo Abele. Dopo aver assistito all’ottavo funerale di un ragazzo morto per overdose di eroina, decise di diventare sacerdote. Negli anni ‘80 con la diffusione dell’AIDS fondò la LILA (Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS) e, tra le tante organizzazioni che ha aiutato, spicca il CMCA (Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza). Successivamente, spinto dal desiderio di far conoscere agli italiani i problemi legati all’uso di stupefacenti e quelli riguardanti la criminalità, fondò Libera, associazione ormai internazionale.  Due mesi prima della strage di Capaci, incontrò Giovanni Falcone per una giornata memorabile, con l’obiettivo di sensibilizzare gli agenti di polizia sui temi della droga e del traffico di stupefacenti. 

In conclusione dell’incontro, Don Ciotti ha rivolto agli studenti un augurio profondo: “Vi auguro tanta, tanta, tanta solitudine.” Questa frase, di enorme importanza, non intende riferirsi all’isolamento, ma alla solitudine come dialogo intimo con se stessi, essenziale per riflettere, per instaurare una relazione di vita con il nostro mondo interiore e per distinguerci tra chi seduce e chi educa. Infine, Don Ciotti ha lasciato spazio alle domande degli studenti.

L’incontro con Don Ciotti è stato un momento che ha lasciato un segno profondo. La sua testimonianza, fondata sul “noi”, ci spinge a non restare indifferenti e a essere parte attiva del cambiamento.

Alberto Riccardi 2DLS

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