Giornale dell'I.T.I.S. "G. Cardano" - Pavia

---

La pace dei potenti. Trump e Putin trattano, l’Ucraina paga, l’Europa guarda

AUTORI
Sara Grignani 5ALS
Ultima modifica: 9 mesi fa

Tempo di Lettura
~ 2 minuti
Valutazioni: 3
| Media: 4.7

A dicembre la Gioventù Federalista Europea (GFE) di Pavia ha organizzato una conferenza di approfondimento sull’attualità, il cui tema principale è stato la guerra tra Russia e Ucraina e la proposta di pace avanzata dal presidente Donald Trump. L’incontro è stato tenuto da Giuseppe Arcidiacono, membro del MFE, Movimento Federalista Europeo, di Milano, che ha evidenziato la presenza di un conflitto alle porte dell’UE, che nonostante stia cercando di agire in modo più possibile unitario, non riesce a fornire risposte efficaci; “i grandi assenti nelle trattative infatti sono gli europei”.

Gli incontri tra Trump e Putin hanno portato a un clima di dialogo più frequente rispetto alla stagione precedente ed è nata una simpatia geopolitica tra Russia e Stati Uniti, almeno sul piano delle negoziazioni, che ha portato il presidente americano a proporre un accordo di pace tra Russia e Ucraina, articolato in 28 punti. Queste condizioni però sono a favore di Mosca e non dell’ordine mondiale, certi punti legittimerebbero di fatto conquiste territoriali russe e condurrebbero a una sorta di congelamento del conflitto senza soluzione duratura. 

“L’accordo in 28 punti riconosce la sovranità dell’Ucraina, ma fa poco per garantirla.” Sul piano territoriale, forzerebbe Kiev a cedere non solo i territori occupati dai russi ma anche quella parte del Donetsk ancora sotto controllo ucraino, dove vivono circa duecentomila persone e che è strategicamente centrale per la difesa del territorio più interno. “Significherebbe quindi non solo un sacrificio territoriale e umano, ma anche la perdita di una linea di fortificazioni che comprometterebbe la capacità difensiva ucraina nel medio periodo”. Sul piano politico, l’Ucraina dovrebbe indire elezioni entro cento giorni dalla firma dell’accordo; “in sè questo punto non sembra controverso, ma mette in luce l’intenzione russa di delegittimare il presidente ucraino Zelensky e, organizzare in così breve tempo le elezioni in un paese massacrato dai bombardamenti, consentirebbe a Mosca di pianificare un’offensiva di disinformazione.”

Sul piano militare, Kiev dovrebbe inserire nella Costituzione l’impegno a non aderire mai alla NATO e l’Alleanza, a sua volta, esplicitare nel suo statuto l’impossibilità dell’Ucraina di farne parte. L’Ucraina dovrebbe accettare un numero limite di 600 mila soldati, circa un terzo in meno della potenza attuale. È previsto l’impiego di cento miliardi di dollari in titoli russi congelati per finanziare progetti di ricostruzione e sviluppo sotto la guida degli Stati Uniti, ai quali spetterebbe inoltre il 50% dei profitti generati. I restanti duecento miliardi di titoli russi verrebbero invece convogliati in un fondo congiunto russo-americano destinato a iniziative comuni. In questo modo, Washington trarrebbe vantaggio dalla ricostruzione dell’Ucraina facendo leva su risorse che non sono direttamente sotto il suo controllo, considerando che la quota più consistente dei titoli, oltre duecento miliardi, è custodita in Europa, in particolare in Belgio. A ciò si aggiunge la richiesta che l’Unione Europea contribuisca con ulteriori cento miliardi di fondi propri, accentuando ulteriormente lo squilibrio tra chi prende le decisioni e chi ne sostiene i costi. Dal lato russo, l’accordo garantirebbe il rientro in patria di almeno una parte dei titoli congelati, infine a Putin e ai suoi collaboratori è garantita un’amnistia generale, con l’esclusione di procedimenti per crimini di guerra.

La situazione rimane molto complicata; le trattative sono ancora in corso e continuano ad emergere nuove proposte, in balia delle decisioni di Trump e Putin, che non sembrano voler assecondare il diritto internazionale ma soltanto imporsi e spartirsi il mondo a tavolino. 

Sara Grignani 5ALS

Valutazioni: 3 | Media: 4.7

Nessun voto finora, Sii il primo a votare!

Leggi anche...
Il 16 dicembre,  80 studenti del nostro Istituto sono partiti…
Home
Cerca
Articoli
Inserti
Archivi
Chi Siamo