Giornale dell'I.T.I.S. "G. Cardano" - Pavia

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“Essere infermieri”- Tra Tecnica, Empatia e Decisioni

AUTORI
Fabio Modesti 4ICL
Ultima modifica: 5 mesi fa

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Cosa significa davvero prendersi cura degli altri? Per rispondere a questa domanda, l’OPI (Ordine Professioni Infermieristiche) ha incontrato gli studenti delle classi quarte del Cardano nel seminario  “Essere infermieri”. Un percorso memorabile nato per abbattere i luoghi comuni e raccontare  l’impatto vitale che l’attività infermieristica ha sulla società e sul nostro quotidiano. 

L’appuntamento, svoltosi lo scorso 16 aprile, si è aperto proprio con una riflessione sull’essenza di questa missione: l’infermiere come figura costantemente a disposizione dell’altro, capace di operare al fianco del paziente in ogni ambito della vita, superando i confini fisici delle mura ospedaliere. 

Successivamente alla presentazione dell’attività infermieristica, sono intervenuti alcuni promotori del progetto, tra cui professionisti e rappresentanti dell’OPI che hanno illustrato con chiarezza le competenze, le responsabilità e l’evoluzione della professione.

A presentarci il progetto è stata Fiorenza Bucci, promotrice attiva delle iniziative OPI e infermiera pediatrica del Policlinico San Matteo di Pavia. Durante tutta la conferenza ha svolto il ruolo di presentatrice del progetto “Essere infermieri”, coordinando gli interventi degli altri ospiti.

Ad aprire il dibattito è stata Sefora Di Pietro, operatrice dell’ATS di Pavia impegnata sul fronte della prevenzione. Il suo intervento ha messo a fuoco il concetto di “promozione della salute”: non un semplice obiettivo medico, ma un processo che permette ai cittadini di acquisire consapevolezza e controllo sul proprio benessere. Promuovere la salute, ha sottolineato l’esperta, significa fornire alle persone la libertà e gli strumenti necessari per scegliere, in modo autonomo, il proprio equilibrio. 

In seguito, è intervenuta Chiara Sarli, infermiera che partecipa agli eventi formativi dell’OPI; ha sottolineato che essere infermieri significa non solo applicare conoscenze scientifiche e tecniche, ma anche mettere in pratica valori come umanità, empatia e rispetto per ogni individuo. In ogni gesto, in ogni parola, l’infermiere è chiamato a trasmettere sicurezza e speranza, per il percorso di cura di ciascun paziente.

In un secondo momento, ha preso la parola Eligio Gibelli, infermiere del Policlinico San Matteo di Pavia; collegandosi all’intervento precedente, ha evidenziato come la sua professione comprenda due dimensioni: la parte tecnica, in cui si mettono in campo le competenze necessarie, e la parte  emotiva, legata al rapporto umano con i pazienti. Ha raccontato che, nonostante i suoi 36 anni di servizio, è ancora costretto a svolgere turni impegnativi, spesso rinunciando anche alle festività.  Ha spiegato che, a bilanciare queste difficoltà del mestiere, sono i momenti che gli capitano durante il lavoro. “Due settimane fa – ci racconta – una ragazzina mi ha abbracciato perché l’avevo tranquillizzata durante un prelievo”. Gesti come questo, sono la benzina che gli permette di andare avanti ancora oggi, all’età di sessant’anni, e di guardare alla vita da infermiere con uno sguardo diverso.

A seguire, ha fatto il suo intervento Gianfranco Cucurachi, presidente della Direzione d’Albo e coordinatore infermieristico. Ha illustrato l’importanza del suo ruolo, spiegando che il coordinatore infermieristico è un professionista chiamato a gestire il personale, ottimizzare i processi assistenziale e garantire il controllo di qualità; deve inoltre occuparsi di gestire i dispositivi medici e le dotazioni di reparto, oltre a mantenere una comunicazione efficace con pazienti, famiglie e con altri professionisti sanitari.

Successivamente, ha preso la parola Mirko Troiano, infermiere e referente per la libera professione presso l’OPI. Ha evidenziato che libero professionista è colui che decide di investire su se stesso diventando una figura versatile capace di muoversi tra diverse realtà: dalle cure domiciliari o palliative all’ambito sportivo, fino al ruolo di infermiere scolastico o di emergenza.

In conclusione, l’ultimo a intervenire è stato Giancarlo Garavello, infermiere e collaboratore della centrale operativa; ha portato il proprio contributo all’incontro spiegando l’importanza della manovra di Heimlich e dell’utilizzo del defibrillatore, sottolineando come queste competenze possano fare la differenza nelle situazioni di emergenza.

L’incontro si è così concluso con la consapevolezza condivisa che la professione infermieristica, in tutte le sue sfumature, resta un pilastro fondamentale della cura e della sicurezza delle persone, sostenuto ogni giorno da competenze, dedizione e profonda umanità.

Fabio Modesti, 4ICL

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