Abbiamo intervistato alcune figure centrali nell’organizzazione dell’evento, cominciando con il Magnifico Rettore dell’Università di Pavia Alessandro Reali.
– Cosa significa ospitare nei cortili universitari questo evento scientifico?
– Allora, è sicuramente bellissimo; purtroppo mi sono perso i saluti inziali per essermi trattenuto a lungo tra gli stand per vedere e salutare tutti i ragazzi che lavorano meravigliosamente.
– Quanta importanza ha per lei Scienza under18 e come si sente a vivere questa esperienza per la prima volta?
– Sebbene per me questa sia la prima edizione da Rettore, ho sempre partecipato all’iniziativa attraverso la presenza dei miei figli. È qualcosa di meraviglioso; è bellissimo percepire la passione nei giovani ragazzi, che spero poi continui per chi proseguirà gli studi presso il nostro ateneo.
Abbiamo fatto qualche domanda all’assessore all’Istruzione e alle pari opportunità Alessandra Fuccillo.
– Che impatto ha questo progetto per la città di Pavia e per tutte le scuole della provincia? Quali sono le difficoltà e i costi da gestire dell’iniziativa?
– L’iniziativa è alla 23esima edizione, quindi ormai la città è abituata. Dato il successo di ogni anno, è diventata una consuetudine per Pavia. Partecipano da sempre anche le scuole primarie, che intrecciano un dialogo peer-to-peer con i “più grandi”, proiettandosi anticipatamente verso le superiori. Per quanto riguarda i costi, il comune mette da sempre un contributo, ma il punto forte della manifestazione è proprio la gestione delle spese in maniera intelligente, che senza strafare riesce comunque, con l’energia degli studenti, dei professori e delle presidi a organizzare una manifestazione di qualità.
– Che impatto ritiene possa avere la manifestazione sui cittadini e sugli studenti?
– Innanzitutto, uscire da scuola e mostrare alla città gli exhibit scientifici è molto utile, perché qui si dimostra come la teoria studiata a scuola può essere trasformata in applicazione pratica. Si rafforza così il rapporto tra i cittadini e la loro fiducia nella scienza.
Abbiamo fatto qualche domanda alla Dirigente Scolastica dell’Istituto Niccolò Copernico Paola Donatella Penna, capofila di questa iniziativa.
– Quanto è importante per lei Scienza under18 e come si sente ad essere Dirigente della scuola capofila di questo progetto?
– Mi sento onorata. Sono arrivata al Liceo Copernico 4 anni fa, quindi ho avuto questa rete “in eredità”, ma ho capito subito quanto sia preziosa; ogni anno viene proposto un tema diverso e tutte le scuole, compresa la mia, riescono a stupirmi per i lavori che espongono in questi cortili. Come riporta la locandina dell’edizione 23, viviamo questa giornata con rigore, scienza, benessere, sport e movimento.
Poniamo qualche domanda al docente referente Mauro Franceschi del Liceo Scientifico N. Copernico.
– Lei è docente della scuola capofila, come si sente a ricoprire questo ruolo e che importanza ha per lei Scienza under18?
– Sono prima di tutto molto orgoglioso, perché è uno dei pochi progetti ancora in corso nonostante il passare degli anni. Siamo alla 23esima edizione, e anche io, appena preso il testimone, ne ho subito sentito il carico. Il mio anno scolastico è focalizzato interamente sull’organizzazione che mi coinvolge con incarichi e impegni quasi settimanali.
– Le poniamo la stessa domanda fatta all’Assessore Fuccillo: che riscontro può avere questa attività sugli studenti?
– Secondo me ci sono diversi fattori che riescono a coincidere. Parlo anche come insegnante di didattica delle scienze in università: quando si fa un’attività di carattere didattico, questa può essere fatta con la lezione tipicamente frontale, che richiede attenzione diretta psicologica, ma il nostro tasso di attenzione arriva al massimo a 90 minuti. Se invece l’attività è svolta in modo diretto, come un’attività laboratoriale con la possibilità di muoversi, questo ciclo di 90 minuti comincia a diventare continuo e coinvolgente.
Concludiamo con l’intervista allo studente della classe 5FI del Liceo Taramelli-Foscolo Gabriele Franchini, il quale ha aperto la giornata sulle note di due canzoni.
– Che emozioni hai provato durante l’esibizione? Parlaci un po’di te.
– È stata una grande opportunità per me suonare davanti a tante persone in un luogo così bello. È molto emozionante perché di solito sono accompagnato dal gruppo, ed essere da solo, io, così “a nudo” è molto più complesso da gestire. Suono da quando ho 10 anni e vengo da una famiglia di musicisti.
– Pensi di portare questa tua passione con te nel futuro?
– Sì, suono in diversi gruppi sia nella provincia di Pavia che fuori, scrivo qualche canzone e come obiettivo mi sono posto proprio quello di portare la musica oltre la semplice passione, affiancandola al mio percorso di studi.
Andrea Cattaneo, Pietro Coccia, Fabio Modesti, Mattia Sbaraini, 3DLS-4ICL
Giornale dell'I.T.I.S. "G. Cardano" - Pavia

