Giornale dell'I.T.I.S. "G. Cardano" - Pavia

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PRONTI, ATTENTI….PRESO!

AUTORI
Camilla Maiocchi, Letizia Suardi 4DLS 
Ultima modifica: 5 mesi fa

Tempo di Lettura
~ 3 minuti
Valutazioni: 11
| Media: 5

Exhibit della Scuola Primaria di Chignolo Po

I bambini della classe 3 A, della Scuola Primaria di Chignolo Po  insieme alle loro maestre Mara, Silvia, Miriam e Alessia, ci mostrano un esperimento che spiega come misurare il tempo di reazione. 

Alla postazione sono presenti, appoggiati sul tavolo, una tabella per registrare i risultati, un righello e degli “attestati”.

I giovani espositori invitano i visitatori a sedersi al tavolo e ad appoggiarvi il braccio tenendo la mano aperta; poi fanno cadere un righello che deve essere afferrato dalla mano per impedire che cada a terra.

Due giovani scienziati pronti a              registrare i tempi di reazione

Davanti a noi, un bambino della 3 A tiene sospeso il righello e poi lo lascia cadere tra le dita del visitatore, senza preavviso.

L’obiettivo? Prenderlo al volo il prima possibile.

Guardando i centimetri impressi sul punto della presa, i piccoli scienziati riescono a capire quando il nostro cervello ha dato l’ordine alla mano di chiudersi. 

Più il righello cade in basso, più i nostri riflessi sono… “in modalità sonnellino”!

Tutto facile fin qui, no? Ma è nella seconda prova che scatta la trappola.

Stesso identico posizionamento, stessa caduta del righello, ma con una difficoltà in più: mentre guardiamo il righello, dobbiamo contare  a ritroso e ad alta voce da 100 a 1.

Il risultato? Un disastro per quasi tutti i partecipanti! 

Il righello sfugge via, le dita si chiudono a vuoto e i centimetri sul righello raddoppiano!

L’esperimento in atto!

In base al secondo risultato, viene assegnato ad ogni spettatore un “cartellino del tempo di reazione”, con illustrato il livello raggiunto, la distanza e il tempo impiegato dal nostro sistema nervoso!

Immagine della tabella di valutazione e dei                                         premi

I bambini della 3 A ci spiegano benissimo il trucco dietro questo esperimento. 

Nel primo caso, il nostro cervello è concentrato su un unico compito: vedere il righello che cade e inviare il segnale ai muscoli della mano .

Nella seconda prova, invece, si crea un vero e proprio “ingorgo” nel nostro cervello: contare a ritroso partendo da 100 richiede uno sforzo cognitivo notevole. La mente  si trova a dover gestire più compiti contemporaneamente, l’elaborazione dello stimolo visivo rallenta e il tempo di reazione si allunga.

Camilla Maiocchi , Letizia Suardi 4DLS

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