Exhibit della Scuola Primaria di Chignolo Po
I bambini della classe 3 A, della Scuola Primaria di Chignolo Po insieme alle loro maestre Mara, Silvia, Miriam e Alessia, ci mostrano un esperimento che spiega come misurare il tempo di reazione.
Alla postazione sono presenti, appoggiati sul tavolo, una tabella per registrare i risultati, un righello e degli “attestati”.
I giovani espositori invitano i visitatori a sedersi al tavolo e ad appoggiarvi il braccio tenendo la mano aperta; poi fanno cadere un righello che deve essere afferrato dalla mano per impedire che cada a terra.

Davanti a noi, un bambino della 3 A tiene sospeso il righello e poi lo lascia cadere tra le dita del visitatore, senza preavviso.
L’obiettivo? Prenderlo al volo il prima possibile.
Guardando i centimetri impressi sul punto della presa, i piccoli scienziati riescono a capire quando il nostro cervello ha dato l’ordine alla mano di chiudersi.
Più il righello cade in basso, più i nostri riflessi sono… “in modalità sonnellino”!
Tutto facile fin qui, no? Ma è nella seconda prova che scatta la trappola.
Stesso identico posizionamento, stessa caduta del righello, ma con una difficoltà in più: mentre guardiamo il righello, dobbiamo contare a ritroso e ad alta voce da 100 a 1.
Il risultato? Un disastro per quasi tutti i partecipanti!
Il righello sfugge via, le dita si chiudono a vuoto e i centimetri sul righello raddoppiano!

In base al secondo risultato, viene assegnato ad ogni spettatore un “cartellino del tempo di reazione”, con illustrato il livello raggiunto, la distanza e il tempo impiegato dal nostro sistema nervoso!


I bambini della 3 A ci spiegano benissimo il trucco dietro questo esperimento.
Nel primo caso, il nostro cervello è concentrato su un unico compito: vedere il righello che cade e inviare il segnale ai muscoli della mano .
Nella seconda prova, invece, si crea un vero e proprio “ingorgo” nel nostro cervello: contare a ritroso partendo da 100 richiede uno sforzo cognitivo notevole. La mente si trova a dover gestire più compiti contemporaneamente, l’elaborazione dello stimolo visivo rallenta e il tempo di reazione si allunga.
Camilla Maiocchi , Letizia Suardi 4DLS
Giornale dell'I.T.I.S. "G. Cardano" - Pavia

