Giornale dell'I.T.I.S. "G. Cardano" - Pavia

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Ogni incontro è un viaggio, ogni racconto è una casa

AUTORI
Gli anziani della Casa San Giuseppe
Ultima modifica: 4 mesi fa

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Due giornate che non dimenticheremo

Ragazzi, noi che di strada nella vita ne abbiamo fatta tanta, sappiamo riconoscere quando un incontro lascia il segno. Ed è proprio quello che è successo il 18 e il 21 maggio 2026 qui alla Casa San Giuseppe di Belgioioso, quando abbiamo avuto la fortuna di trascorrere del tempo insieme a voi.

Il 18 maggio ci siamo incontrati per la prima volta, anche se solo attraverso uno schermo. Non nascondiamo che la tecnologia, a volte, ci mette un po’ in difficoltà… ma la voglia di conoscervi era più forte. Eravamo una ventina di noi, seduti vicini, con curiosità ed emozione. Davanti a noi c’eravate voi: tre classi prime dell’ITIS G. Cardano, con i vostri volti giovani e pieni di energia.

All’inizio c’era un po’ di timidezza, da entrambe le parti. È normale quando ci si incontra per la prima volta. Ma poco alla volta le parole hanno iniziato a scorrere, proprio come nei racconti dell’Odissea che abbiamo condiviso insieme. Ci avete parlato dei vostri lavori, dei testi sul viaggio di Ulisse, e noi abbiamo provato a raccontarvi qualcosa di nostro: ricordi, emozioni, esperienze.

Sapete, quando si è vissuto tanto, la parola “casa” cambia significato. Non è solo un posto: è una voce che si ricorda, un odore familiare, una mano che si stringe. E in quel momento, ascoltandovi, abbiamo trovato qualcosa di familiare anche in voi.

Il 21 maggio, invece, ci siamo incontrati davvero, di persona, con la classe III° AI del vostro istituto scolastico. E qui dobbiamo dirvelo: è tutta un’altra cosa. Stringersi la mano, guardarsi negli occhi, ridere insieme… sono cose semplici, ma per noi hanno un grande valore.

Siete arrivati con entusiasmo, con quella vostra energia che sa contagiare anche chi pensa di non averne più tanta. Abbiamo giocato insieme, e non erano solo giochi: erano momenti per stare insieme davvero. Gli enigmi e le attività che avete preparato per noi ci hanno fatto lavorare con la memoria e con l’attenzione, ma soprattutto ci hanno fatto sorridere. E alla nostra età, sorridere così vale tanto.

Ci ha colpito molto l’impegno che avete messo nel pensare a noi. Nulla era lasciato al caso: ogni attività, ogni gioco, ogni parola aveva rispetto dentro. E questo, credeteci, si sente.

Poi è arrivato il momento dell’aperitivo. Una cosa semplice, forse, ma che è diventata speciale proprio perché eravamo insieme. Giovani e anziani, abbiamo chiacchierato, riso, brindato. In quel momento le differenze di età sembravano sparire.

E sapete cosa abbiamo capito, stando con voi? Che non siamo così diversi. Voi state cercando il vostro posto nel mondo, proprio come abbiamo fatto noi tanti anni fa. E noi, dal canto nostro, abbiamo ancora voglia di raccontarvelo quel mondo, di lasciare qualcosa di noi.

Queste due giornate ci hanno insegnato una cosa importante, che vogliamo condividere con voi: non si è mai troppo lontani per capirsi, né troppo diversi per incontrarsi davvero. Basta ascoltarsi, avere un po’ di pazienza e la voglia di conoscersi.

Se Ulisse ha impiegato anni per tornare a casa, noi possiamo dire di averne trovata un’altra, anche solo per qualche ora: quella costruita insieme a voi, fatta di parole, risate e rispetto.

E forse il senso più bello di tutto questo è proprio questo: finché abbiamo qualcuno con cui condividere un racconto, non siamo mai davvero soli.

Gli anziani della Casa San Giuseppe

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