Martedì 15 novembre 2024 le classi 2BE, 1ICL, 1BC e 2CM, dalle ore 10 alle ore 12, hanno partecipato in aula magna ad un incontro con il tenente Adriano Ravera dell’Arma dei Carabinieri di Pavia per trattare un tema molto importante per l’età adolescenziale: bullismo e cyberbullismo.

L’attività ha preso avvio con una richiesta a noi rivolta dalla prof.ssa Chiara Milan, referente d’istituto per il contrasto al bullismo e organizzatrice dell’incontro; la docente ha proposto agli studenti presenti di valutare un elenco di azioni o situazioni che avvengono a scuola e ci ha chiesto se fossero da considerare a rischio di bullismo, invitandoci alla riflessione. Poi ha distribuito dei questionari da compilare alla fine della conferenza.
In seguito a questa fase introduttiva, il tenente Ravera ha iniziato a dare la definizione letterale di bullismo; ha poi spiegato che un episodio di bullismo si può considerare tale se esistono tre fattori: INTENZIONALITA’, PERSISTENZA, ASIMMETRIA DI POTERE.
L’intenzionalità del bullismo implica la volontà di causare danno psicologico, fisico o sociale alla vittima, con l’obiettivo di umiliarla, intimidirla o escluderla. Il bullo sfrutta il proprio potere per affermare il dominio e infliggere sofferenza, agendo in modo mirato e ripetuto. Il comportamento può manifestarsi in forme verbali, fisiche o online.
La persistenza del bullismo riguarda la ripetizione continua di atti violenti o molestatori, che causano danni crescenti alla vittima. Questo ciclo prolungato aumenta il rischio di effetti a lungo termine come ansia e depressione, mentre l’assenza di interventi tempestivi favorisce la perpetuazione del fenomeno.
L’asimmetria di potere nel bullismo si manifesta quando il bullo sfrutta una superiorità fisica, psicologica o sociale per intimidire e dominare la vittima. Questa disparità rende difficile per la vittima difendersi e alimenta il ciclo di abuso. Il controllo su risorse sociali ed emotive aumenta l’intensità e la durata del bullismo.

Il tenente ha spiegato dove si verificano questi episodi: soprattutto palestre, scuole, fermate del treno o del bus.
Il bullo è alla continua ricerca di attenzione da parte del suo gruppo che incoraggia l’oppressore, mentre la vittima solitamente si trova sola e indifesa. Il tenente ha anche sottolineato l’influenza della cosiddetta comunità silente: i testimoni che, al posto di chiamare le autorità o di intervenire in aiuto della vittima, filmano con il cellulare e pubblicano tutto sui social media.
Il carabiniere, in seguito, ha illustrato il cyberbullismo che, in poche parole, può essere definito una forma di bullismo verbale e psicologico eseguito online. Ci ha spiegato come si può verificare e come colpisce: pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità sono solo pochi dei modi in cui può colpire il cyberbullo. Ha evidenziato le analogie e le differenze tra il bullismo e il cyberbullismo, ha elencato i reati inerenti al bullismo e punibili per legge.
Infine ha lasciato del tempo per le domande degli studenti o dei docenti e ci ha invitato a svolgere il questionario distribuito all’inizio dell’incontro.
La lezione si è così conclusa con una riflessione che noi condividiamo: non bisogna smettere di parlare di bullismo se vogliamo davvero arginarlo e contrastarlo.
Joshua Caneo, Matteo Galli e Gabriele Tiengo, classe 2BE
Giornale dell'I.T.I.S. "G. Cardano" - Pavia

