Giornale dell'I.T.I.S. "G. Cardano" - Pavia

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Se dicessimo la verità

AUTORI
Giumana Barham 3IFL
Ultima modifica: 2 anni fa

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~ 2 minuti
Valutazioni: 7
| Media: 4.9

Mercoledì 12 marzo, le classi 3^DLS, 3^ELS, 3^IFL, 3^CI dell’ITIS “G. Cardano”, accompagnate dalle insegnanti e dalla referente di istituto per la legalità professoressa Annapaola Arisi Rota, hanno avuto l’opportunità di assistere ad uno spettacolo teatrale di grande rilevanza, intitolato “Se dicessimo la verità”, messo in scena presso il Cinema Teatro Politeama di Pavia.
Lo spettacolo, organizzato in prossimità della Settimana della Legalità, è stato realizzato da CCO (Crisi Come Opportunità) in collaborazione con il Presidio di “Libera” di Pavia intitolato a Marcella di Levrano e Rossella Casini. Infine, dopo la rappresentazione, Raffaella Guglielmann del Presidio ha parlato e dibattuto con gli studenti e con gli attori in un dibattito stimolante.
Il tema centrale era la lotta alla criminalità. Gli attori Lucia Limonta, Daniele Molino, Anna Manella e Simone Tudda hanno messo la loro arte al servizio della lotta alla mafia, dando voce alle vittime e a coloro che hanno avuto il coraggio di ribellarsi: Deborah Cartisano, Gaetano Saffioti, Francesca Grillo, Stefania Pellegrini, Paolo Borrometi, Alessandra Cuevas e Maria Chindamo sono i nomi e le voci che si sono avvicendate sul palco. Queste storie sono ispirate a fatti realmente accaduti negli ultimi 40 anni, ma che continuano ad accadere ancora nel nostro Paese.
L’ evento non solo ha intrattenuto il pubblico giovanile, ma ha anche stimolato una riflessione profonda sulle insidie e le conseguenze devastanti delle attività mafiose nella nostra società contemporanea.
Durante lo spettacolo, abbiamo appreso che la mafia non si limita semplicemente a operare nel mercato della droga o nel gioco d’azzardo, ma si infiltra in vari settori economici e sociali, come l’edilizia e il commercio. Gli attori, recitando talvolta in modo ironico per “sdrammatizzare”, hanno sapientemente reso il messaggio più incisivo, evidenziando come la mafia riesca a manipolare le istituzioni e a corrompere le coscienze, creando un clima di paura e omertà.
Abbiamo compreso che la mafia utilizza strategie sofisticate per mantenere il controllo, tra cui il riciclaggio di denaro, l’intimidazione delle vittime e l’uso dei prestanome. È stato toccante vedere come la cultura e l’arte possano fungere da potenti strumenti di denuncia e resistenza contro un fenomeno così complesso e insidioso.
In conclusione, questa esperienza si è rivelata non solo educativa, ma anche profondamente ispiratrice: ha sottolineato l’importanza di rimanere vigili e informati, nonché di impegnarsi attivamente nella lotta contro la mafia, attraverso la denuncia e la sensibilizzazione. Mi auguro che eventi come questo, promossi dal nostro istituto in quanto parte del CPL (Centro di Promozione della legalità), continuino a diffondere consapevolezza e a sollecitare un cambiamento positivo nella nostra società.

Giumana Barham 3IFL

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