Giornale dell'I.T.I.S. "G. Cardano" - Pavia

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IL FUTURO NELLE NOSTRE MANI: NEXT GEN AI 

AUTORI
Camilla Marchesi 5BLS, Emma Novarini 5DLS
Ultima modifica: 2 anni fa

Tempo di Lettura
~ 6 minuti
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Un’esperienza immersiva nel mondo dell’intelligenza artificiale

 

Next Gen AI è stato il primo summit sull’intelligenza artificiale promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito nell’ambito dell’iniziativa “Scuola Futura”, a cui noi, Alacqua Giuseppe (4^CI), Ghisletti Davide (4^AI), Marchesi Camilla (5^BLS) e Novarini Emma (5^DLS), abbiamo avuto l’onore e il piacere di partecipare.
L’iniziativa ci è stata proposta dalla preside Giancarla Gatti Comini e siamo stati accompagnati e guidati dal professor Calogero Malaponti durante tutta l’esperienza. Il progetto si è svolto dal 31 gennaio al 3 febbraio 2025 al Centro Congressi Allianz MiCo a Milano nel quartiere City Life e ha previsto il nostro pernottamento in un hotel in zona.

Più di 1500 persone fra studenti e professori hanno partecipato a 24 sessioni formative sull’AI, tenute da professionisti specializzati in vari ambiti riguardanti l’intelligenza artificiale. Gli studenti di tutta Italia sono stati divisi in 40 team, ognuno dei quali guidato da un mentor, ovvero uno studente universitario che ci ha aiutati e stimolati. Per assicurare l’eterogeneità del gruppo, ogni team era composto da ragazzi provenienti da una regione d’Italia diversa; inoltre, ogni scuola poteva portare un massimo di quattro ragazzi (di cui due femmine e due maschi), accompagnati da un docente.

All’arrivo, dopo aver avuto qualche minuto per la registrazione e per fare le prime conoscenze dei membri dei nostri gruppi (a ognuno di noi è infatti stato assegnato un team diverso), il summit si è aperto con una conferenza introduttiva svoltasi nell’Auditorium del MiCo riguardante l’intelligenza artificiale tenuta dal Prof. Luciano Floridi (Direttore del Digital Ethics Center e Professore nel programma di Scienze cognitive all’Università di Yale, Docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Bologna). Il Prof. Floridi ha inoltre ribadito a noi studenti come il futuro sia nelle nostre mani e l’AI sia uno strumento potente, ma da usare correttamente per migliorare la vita dell’uomo.
Nei due giorni successivi, abbiamo partecipato insieme ai rispettivi team alle sessioni formative, che hanno approfondito non solo aspetti prettamente teorici dell’AI, ma anche applicazioni inaspettate e innovative di queste nuove tecnologie: per esempio nello sport, nella cucina, nella finanza, nell’arte e nella medicina. Inoltre sono state anche trattate le eventuali complicazioni etiche in cui possiamo imbatterci a causa di un uso improprio di queste preziose risorse.
Tra le conferenze di approfondimento a cui abbiamo avuto la possibilità di partecipare, alcune sono state di nostro grande interesse.

Seguono le conferenze più interessanti seguite da Emma Novarini.
Una conferenza che particolarmente mi ha colpito è stata quella tenuta da Andrea Colamedici (Saggista, editore e divulgatore culturale, Docente di Social Media Theory presso l’Università IULM di Milano) e Simone Arcagni (Scrittore e divulgatore, Docente di Comunicazione, Arti e Media presso l’Università IULM di Milano), che proponevano un insolito e non immediato ragionamento: “viaggiare senza valigia” tra passato, presente e futuro per comparare le odierne tecnologie dell’AI con le teorie e le ideologie della filosofia, della letteratura e della storia. Molto interessante è stato ascoltare i collegamenti e i ragionamenti attuati dai due ospiti, che ponevano l’attenzione sul fatto che le ideologie che stanno alla base dell’intelligenza artificiale possono essere individuate anche nelle opere e negli scritti dei grandi del passato. Citando Cicerone, per esempio, è stata nominata la “mnemotecnica”, ovvero una tecnica attuata per aumentare le capacità mnemoniche umane, che può essere interpretata come una primitiva forma di volontà di realizzazione di una “memoria artificiale”. I relatori hanno affermato, inoltre, che “la scrittura è la prima tecnologia dell’uomo”, portando come argomentazione il mito di Fedro propugnato da Platone.
Un’ulteriore sessione di approfondimento che mi ha incuriosito è stata quella tenuta da Arash Ajoudani (Ingegnere e ricercatore senior dell’Istituto Italiano di Tecnologia). L’ingegnere ci ha proposto una presentazione volta a farci scoprire tutte le possibili applicazioni che derivano dall’unione tra robotica e artificial intelligence. Incredibile è stato scoprire quanto si stiano studiando e perfezionando al giorno d’oggi queste nuovissime tecnologie che sono volte a migliorare le condizioni e la vita degli esseri umani, sia dal punto di vista medico e psicologico, sia da quello fisico e della mobilità.
Per quanto riguarda invece la presentazione tenuta da Mirko Marcolini (Ingegnere biomedico, pioniere nello sviluppo di strumenti innovativi digitali per l’analisi delle prestazioni sportive), è stato interessante capire come l’AI sia già utilizzata e sarà maggiormente impiegata nel campo dello sport. Infatti, le tecnologie ”futuristiche” che riguardano l’intelligenza artificiale possano essere sfruttate anche per registrare i dati specifici di un allenamento oppure, con appositi sensori e attraverso un algoritmo inventato dallo stesso ingegnere che è stato ospite del summit, si può arrivare perfino a determinare se un passaggio di un calciatore durante una partita di calcio sia da considerare tecnicamente difficile o meno.

Seguono le conferenze più interessanti approfondite da Camilla Marchesi.
La prima conferenza a cui io ho assistito è stata tenuta da Paola Velardi (Docente di Informatica presso l’Università Sapienza di Roma), intitolata “Sempre più umani, quando gli algoritmi imparano a parlare”. In questa sessione formativa è stata approfondita la connessione fra il nostro cervello e le reti neurali, che si possono immaginare come modelli machine learning costituiti da “neuroni costruiti dall’uomo”. Velardi ha spiegato come il metodo di apprendimento di questo tipo di AI sia non solo molto simile a quello umano, ma anche parzialmente sconosciuto a chi li costruiasce, così come ancora non sappiamo come funziona la maggior parte del volume del nostro cervello. E in questo mondo sempre più digitale, in cui sembra che le tecnologie vengano progettate a priori per “imitare” e “sostituire” la mente umana, un altro importante quesito è: oltre ai compiti computazionali, l’AI rimpiazzerà anche la creatività? Probabilmente non del tutto, è molto più verosimile che si svilupperà una “nuova” creatività, affiancata dalle nuove tecnologie.
La seconda sessione che mi accingo ad approfondire è “Firewell generazionale: educare alla cybersecurity” di Fabio Roli (Docente di Cybersecurity e Machine Learning all’Università di Genova e Cagliari) e Filippo Lubrano (Ingegnere gestionale e scrittore esperto in Cybersecurity e Intelligenza Artificiale). L’AI è una minaccia per la nostra sicurezza in rete? La risposta non è semplice e, come per ogni nuova tecnologia, dipende dall’uso che le persone ne fa. E l’intelligenza artificiale non è un’eccezione. Questi strumenti hanno sia enormi potenzialità che dei “limiti” che potrebbero costituire dei rischi per gli umani, e non si parla di robot alla Terminator, ma di dati e truffe online. È quindi fondamentale conoscere l’esistenza dei “deep fakes” per esempio, ovvero foto e video generati con l’AI che possono non solo causare la diffusione di fake news, ma anche veri e propri scam.
Un altro aspetto molto importante, visto anche il periodo storico in cui viviamo, è la relazione fra AI e ambiente, trattata nella sessione “AI e pianeta” di Paolo Branchini, dirigente di ricerca dell’INFN Sezione di Romatre e Vincenzo Vespri (Docente di Matematica presso l’Università di Firenze). Branchini ha spiegato la stretta relazione fra lo sviluppo energetico (e tecnologico), economico e della qualità della vita di uno Stato e come l’Intelligenza Artificiale applicata all’ambito ambientale possa portare benefici, ma non sia alla portata economica di ogni Stato del mondo. L’intervento del prof. Vespri si è invece concentrato sul potere computazionale dei nuovi computer quantistici che rivoluzioneranno l’informatica.

A partire dal terzo giorno, il testimone è passato a noi studenti: ognuno dei 40 team ha prodotto un “position paper”, ovvero un elaborato finale che racchiudeva spunti e idee su nuove applicazioni e integrazioni dell’intelligenza artificiale nell’ambito dell’istruzione, facendo tesoro di tutti gli stimoli raccolti durante le sessioni formative.
L’ultima giornata è stata dedicata all’ultimazione del position paper e successivamente, prima della pausa pranzo, ci siamo recati nell’Auditorium del MiCo per l’ultima conferenza tenuta da Stefania Giannini (Vice Direttrice Generale dell’UNESCO per l’Educazione ed ex Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) che ha ribadito l’importanza di introdurre l’intelligenza artificiale nelle scuole. In sua presenza, ogni gruppo ha dato a tutti i partecipanti un assaggio del proprio progetto grazie ad una “frase ad effetto” riassuntiva. Dei position paper ne sono poi stati selezionati dieci, presentati dai ragazzi durante l’iniziativa di chiusura, alla presenza del Ministro Valditara.

La chiusura è stata piena di sorprese, fra spettacoli di danza e la performance di Sophie and the Giants, che si è esibita con la hit “Hypnotized”.
Il summit promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e facente parte del progetto “Scuola Futura” è stata una vera e propria esperienza formativa e illuminatrice per gli studenti partecipanti: le attività proposte hanno favorito la cooperazione in gruppo e la propria messa in gioco, stimolando la capacità creativa e allargato i nostri orizzonti, affinando inoltre il senso critico. Altro elemento fondamentale dell’intera esperienza è stata la possibilità di conoscere e socializzare con centinaia di studenti nostri coetanei, favorendo uno scambio di opinioni e punti di vista, dati dalla differente provenienza di ognuno.
Concludendo, dopo questa interessante iniziativa abbiamo scoperto un mondo in continua espansione e a noi poco noto, di cui possiamo essere i protagonisti concreti, impegnandoci a sfruttare al meglio queste tecnologie potenti, in modo tale da garantirci un futuro migliore e con maggiori possibilità. Per noi è stato un onore aver avuto l’opportunità di partecipare e collaborare attivamente a questo progetto e al grande mondo dell’intelligenza artificiale, che speriamo sia esteso e inserito nell’educazione e nelle scuole al più presto.
Vogliamo lasciarvi con una citazione di Marco Savini (Founder di Big Rock Institute of Magic Technologies ed esperto in Computer Grafica), uno degli ospiti presenti al summit:
“Conoscere l’AI è il modo migliore per evitarne la demonizzazione e comprenderne il reale impatto sulla società e sull’educazione”.

Camilla Marchesi 5BLS, Emma Novarini 5DLS

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