Vi siete mai chiesti qual è il posto in cui si vive meglio nel mondo? Io sì, moltissime volte e ho da poco trovato una risposta: l’Europa! L’UE è mediamente la zona in cui si vive meglio. Ma si può aspirare a migliorare ulteriormente le condizioni di vita dei cittadini europei? Certamente! Attualmente l’Unione Europea è una sorta di confederazione di 27 Stati, nata grazie all’integrazione tra i paesi europei contro il nazionalismo che aveva scatenato le due ultime guerre mondiali e gli sforzi di uomini come Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni, Robert Schuman, Konrad Adenauer, Alcide De Gasperi che si sono battuti per permetterci di vivere in pace, una pace che è durata finora più di 74 anni. Tuttavia non siamo ancora giunti al culmine del loro progetto; dobbiamo puntare più in alto, aspirare a un’unificazione ancora più profonda, dobbiamo costruire una federazione per avere gli Stati Uniti d’Europa.

Purtroppo, negli ultimi tempi, noi giovani siamo poco attenti alla politica e a quello che ci succede intorno, mentre è importante essere presenti e protagonisti dell’attualità; per molti non è semplice restare informati, ma per questo ci sono molte attività che vengono in aiuto. Io, per esempio, partecipo ai dibattiti sull’attualità presso la Sede del Movimento Federalista Europeo a Pavia, dove si discutono tantissime tematiche di importanza globale, come le guerre di questi anni, le decisioni di Trump, il possibile riarmo europeo, la recente affermazione della destra nazionalista e molto altro, e soprattutto dove posso fare domande e sciogliere eventuali dubbi, grazie alle conoscenze di giovani federalisti, come Paolo Milanesi e Alberto Girardi Migliorisi e docenti che si recano nelle scuole per condividere e diffondere il progetto federalista tra i ragazzi attraverso una serie di incontri, come le professoresse Costa, Calvi e Rossi.
Durante un incontro ho potuto fare una breve intervista ad Anna Costa e Alessandra Calvi, che si sono rese disponibili a condividere con voi lettori de “Il Giunto” le loro esperienze e le speranze che ripongono nella nostra generazione.

Ho chiesto alla professoressa Costa, come e quando fosse entrata in contatto con il Federalismo e quali sono i valori federalisti.
<<Sono entrata in contatto con il federalismo da ragazza, fin da allora ho visto l’Europa come un faro di civiltà, anche se l’Europa allora era divisa in due sfere per la contrapposizione tra USA e URSS. Dal primo nucleo di paesi che crearono la Ceca negli anni 50 , il processo di unificazione si è allargato fino a contare i 27 Paesi dell’Unione Europea di oggi. L’Unione rimane nel mondo come ultimo baluardo per la tutela di valori importanti come la PACE, la DEMOCRAZIA, la LIBERTÀ e la tutela dei DIRITTI, tutti valori in cui io credo moltissimo e che condivido a pieno, gli unici che possono garantire alle persone di vivere in uno stato di benessere e di relativa tranquillità. Così come Il modello di stato sociale europeo prevede la ridistribuzione delle ricchezze e la possibilità di godere di una sanità pubblica, di una scuola pubblica, e di assicurazioni sociali che in tante aree del mondo, pur evolute, non ci sono>>.
La prof.ssa Costa è preoccupata della disinformazione e del disinteresse politico manifestato dai giovani. <<E’ fondamentale informarsi per non essere succubi delle decisioni altrui, una scelta consapevole risulta sempre migliore di una fatta a caso. Anche il voto negli ultimi tempi è stato notevolmente svalutato e talvolta falsato dalle fake news o da influenze esterne, ma credo che sia fondamentale: proprio i cittadini degli stati autarchici sono i primi a riconoscere l’importanza di poter fare scelte politiche libere. Grazie alla democrazia emerge la differenza tra folla e popolo, la prima è un insieme di persone che esigono con prepotenza diritti di cui non hanno consapevolezza, il secondo prende delle decisioni sulla base dell’informazione e, consapevole del peso della propria voce, lotta per ottenere i diritti che gli spettano. A spaventarmi moltissimo è anche la velocità con cui vengono prese decisioni di interesse economico e finanziario senza che gli organismi politici democratici siano in grado di controllarli; tanti problemi sono risolvibili solo a livello europeo e mondiale, e invano gli stati nazionali europei tentano di farvi fronte. Gli avvenimenti si susseguono così velocemente che non riusciamo a star loro dietro e ci sentiamo disorientati, privi di una visione chiara e completa>>.

Anche la professoressa Alessandra Calvi ha sempre avuto fiducia nell’Europa. << Sono entrata in contatto con il Federalismo circa 15 anni fa, grazie alla mia collega Elena Lisca, che ha invitato Anna Costa a tenere una lezione sull’UE nella sua classe>>. Sull’importanza dell’informazione, la docente di letteratura italiana e storia ha risposto con una citazione di Einaudi “conoscere per deliberare”, perché se tu non ti occuperai della politica, sarà la politica ad occuparsi di te. <<Sono molto preoccupata per il futuro e le sorti dei cittadini europei; anzi, più che spaventata mi definirei disorientata. Tuttavia non posso assolutamente girare la testa, altrimenti il mondo mi travolgerà, infatti la conoscenza è una delle più grandi armi dell’uomo>>.
Infine, le ho chiesto cosa rappresentasse per lei l’Europa e mi ha risposto che è tutto, perché in quel tutto si racchiudono le libertà delle persone: <<Purtroppo non ci rendiamo conto che ci troviamo ad un bivio; da soli non possiamo farcela, è una questione di scala, di numeri. C’è una grande corsa, ma non sappiamo dove stiamo andando, non si conoscono i rischi, tante opportunità ma poca consapevolezza>>.
Sara Grignani classe 4ALS
Il padlet riporta le opinione degli studenti di 4ALS relative al ruolo e all’importanza dell’Unione Europea.
https://padlet.com/sgrignanis/oggi-italiani-domani-europei-lgjr7xj0goruekq2
Giornale dell'I.T.I.S. "G. Cardano" - Pavia
