Giornale dell'I.T.I.S. "G. Cardano" - Pavia

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La guerra per la pace, il controverso piano di Putin

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S. Giri, A. Marchetti 5 DLS
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Truppe russe invadono l’Ucraina a difesa del Donbass, le reazioni mondiali

“Mantenere la pace” sembra la priorità per Vladimir Putin: che a gennaio ha mandato degli aiuti militari per sedare le rivolte in Kazakistan, ed ora, per difendere le minoranze russe nella regione ucraina del Donbass, ha iniziato “un’operazione speciale” volta a smilitarizzare lo stato.

Agli sgoccioli della guerra fredda il mondo era diviso in due, tramite il muro di Berlino. L’Ovest rappresentava gli stati liberali guidati dalla superpotenza americana, mentre l’Est era sotto l’influenza dell’Urss. Oggi la situazione è ben diversa: alcuni stati che, fino al 1989 facevano parte dell’alleanza sovietica, si sono uniti alla NATO (come Estonia, Lettonia e Lituania).

L’Ucraina ha inasprito i rapporti con la Russia nel 2014, quando il presidente filorusso Viktor Yanukovych venne sostituito da Petro Poroshenko, più aperto al mondo occidentale. Con la recente richiesta di ingresso nell’Alleanza atlantica, l’Ucraina ha smosso i già presenti timori di Putin; il quale teme la forte influenza Usa direttamente a confine. Quindi sfruttando il pretesto delle rivolte in Donbass, il Cremlino ha iniziato l’invasione del territorio ucraino.

Gli effetti della guerra si fanno giorno dopo giorno più evidenti: vengono colpiti aeroporti, strade, edifici; i civili morti aumentano e, oltre ai bombardamenti sulle città di confine, le truppe russe sono alle porte dalla capitale Kiev, dopo aver conquistato il Donbass.

La Russia sembra essere sola contro tutti, poche nazioni hanno infatti dichiarato apertamente di sostenere Putin. Al contrario l’Occidente, tramite una serie di provvedimenti, ha condannato le azioni del presidente russo cercando di indebolirne l’economia: per esempio alcune banche russe  sono state escluse dal sistema SWIFT, necessario per i pagamenti internazionali; importanti multinazionali hanno chiuso a tempo indeterminato i loro uffici operativi in territorio russo.  Inoltre l’Occidente invia aiuti militari a Kiev affinché possa difendersi dal nemico. Per quanto riguarda l’UE, ha assunto posizioni chiare di condanna riguardo al conflitto, ma per ora nega l’ingresso accellerato nell’Unione richiesto da Zelensky.

L’opinione pubblica mondiale proclama la sua contrarietà alla guerra, con manifestazioni anche nelle stesse città russe, mentre nella notte del 27 febbraio è stato diffuso in rete un annuncio da parte del collettivo di hacker “Anonymous”, che ha dichiarato aperta la guerra informatica al Cremlino, “per le sue azioni contro i diritti umani”.

Ultima, ma non certo per importanza, è giunta il 2 marzo la risoluzione di condanna dell’invasione russa da parte dell’Assemblea generale dell’Onu, approvata con 141 voti (su 191) a favore e 5 voti contrari (Russia , Bielorussia, Siria, Eritrea, Corea del Nord). Certo fanno riflettere i ben 34 paesi astenuti, tra cui Cina e India!

Putin dal canto suo, in risposta a queste condanne di massa, ha minacciato “conseguenze mai viste prima” contro chiunque interferisca con i suoi piani, per poi allertare il sistema difensivo nucleare in caso di attacco.

La previsione di una terza guerra mondiale è catastrofica per chiunque, anche per la Russia, e l’invasione rappresenta per “lo zar” un’affilata spada di Damocle, che potrebbe avere conseguenze durature. Infatti anche se Putin si ritirasse, ormai andrebbe comunque incontro a gravi ripercussioni a livello geopolitico.

S. Giri, A. Marchetti 5 DLS

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