Giornale dell'I.T.I.S. "G. Cardano" - Pavia

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Gianni Bugno, una vita su due ruote

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Bignami Laura (5bls), Garibaldi Sofia (3dls), Marchesi Camilla (3bls), Novarini Emma (3dls)
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La sera del 29 settembre 2022, noi giornaliste della redazione del Giunto siamo state invitate, con la Preside Giancarla Gatti Comini, alla “Locanda del Ticino” di Pavia per partecipare al convegno dedicato all’ex ciclista Gianni Bugno, organizzato dall’Associazione Panathlon Pavia in occasione dei trent’anni dalla vittoria del mondiale.

Il Panathlon, dal greco “insieme delle discipline sportive”,  è una libera associazione non governativa, senza fini di lucro e distinzioni di sesso e razza; è volta alla promozione di ideali sportivi quali lealtà, solidarietà, fair play e all’incentivazione dei rapporti interpersonali, sintetizzati dal motto “Ludis iungit”, cioè “uniti dallo sport e per lo sport”.

L’Associazione Panathlon si ispira ad una serie di principi raccolti nella cosiddetta Carta del Panathleta, che viene letta e condivisa dai soci ad ogni serata o evento organizzati. In questo codice sono presenti norme fondamentali non solo per la vita sportiva di un atleta, ma anche per ogni persona o giovane che si avvicini allo sport o assista semplicemente a una gara o partita.

Ne riportiamo alcuni veramente essenziali a nostro avviso, ricordando l’emozione e il coinvolgimento dei presenti alla serata del 29 settembre, mentre venivano letti e sottoscritti da ciascun socio:

–  essere d’esempio nel modo di praticare lo sport;-  comportarsi da sportivi esemplari quando si assiste ad una competizione;

– essere veri ambasciatori dello sport, inteso come elemento di emancipazione dell’uomo e lottare contro tutto ciò che lo degrada.

 

Oltre all’incontro con Gianni Bugno, parte dell’evento del 29 settembre è stata dedicata alla presentazione di nuovi membri del Panathlon, per poi proseguire con la consegna del premio Pietro Fortunati alla giovanissima Angelica Prestia, diplomata all’Itis Cardano nell’anno scolastico 2021-22 e campionessa di Triathlon.

 

Consegna del premio Pietro Fortunati alla giovane atleta Angelica Prestia

 

Tornando sulla strada del ciclismo, conosciamo meglio il pluricampione Gianni Bugno.

Nato nell’elvetica Brugg ma cresciuto a Monza, vanta una carriera ai vertici lunga 13 anni (1985-1998) e un palmarès di 72 trionfi; tra questi si ricordano le nove vittorie di tappa al Giro d’Italia, che si aggiudicò nel 1990, oltre ai successi conseguiti nel Tour de France, nella Vuelta a España e nelle classiche.

 

Il ciclismo non si è rivelato la sua unica passione: una volta terminata la sua carriera da atleta, si è completamente dedicato alla famiglia e all’elisoccorso.

Il giornalista della Gazzetta dello Sport Claudio Gregori intervista Gianni Bugno

 

Dall’intervista condotta dal giornalista della Gazzetta dello Sport Claudio Gregori e da quella delle giornaliste dell’Itis Cardano, emerge il carattere pungente e determinato dell’ex ciclista, ma anche la simpatia e la disponibilità con cui Bugno ha risposto a molteplici quesiti e curiosità riguardo la sua passata vita sportiva.

 

Riportiamo di seguito le nostre domande.

1) Da ragazzo come faceva a conciliare studio e passione sportiva?

“Ho sfruttato al meglio il mio tempo libero, concentrandomi su sport e scuola e facendo molte rinunce.”

 

2) Aveva qualche rito portafortuna prima di ogni sua competizione?

Bugno non si rivela certo un atleta scaramantico, infatti risponde alla domanda in modo secco “No. Mi sono sempre affidato alle mie capacità”.

 

3) Quale consiglio si sente di dare ad un ragazzo per continuare a coltivare la sua passione?

“L’unico consiglio che mi sento di dare è quello di crederci sempre e di dedicarvi il massimo dell’impegno e della passione.”

 

4) Cosa ha significato e cosa significa tuttora per lei il ciclismo? La sua visione dello sport si è modificata nel tempo?

“Lo sport per me è stato tutto: mi ha insegnato a credere in quello che stavo facendo e a non mollare mai.

Poche sono le volte in cui si vince; ma quando ciò accade, significa che si è preso il buono dagli errori precedenti e se ne è fatto tesoro. E’ un insegnamento che aiuta a maturare e a raggiungere obiettivi ambiziosi sia in ambito sportivo che nella vita.”

 

Gianni Bugno, dopo averci stupito con la sua determinazione ed ironia,

prende commiato piuttosto presto nella serata del 29 settembre, a dimostrazione che le sane abitudini di vita rimangano insite nell’atleta anche dopo aver lasciato il mondo delle gare e l’attività agonistica.

Alla domanda su quale sia stata la sua vittoria più bella, ci saluta con una frase che ne rispecchia la personalità:

“Non c’è una vittoria più bella delle altre, sono tutte straordinarie e importanti! Non si può pretendere di arrivare sempre primi, anzi sono più le volte che si perde…

Ecco perché l’importante è vincere!”

Bignami Laura (5bls), Garibaldi Sofia (3dls), Marchesi Camilla (3bls), Novarini Emma (3dls)

L’atleta Gianni Bugno, il giornalista Claudio Gregori e le giornaliste dell’ITIS G. Cardano di Pavia

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