Giornale dell'I.T.I.S. "G. Cardano" - Pavia

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Io Capitano

AUTORI
Recensione 1: Farouk Elnaggar 5II, Recensione 2: Lorenzo Canarino, Pietro Crozi, Daniele Rigo 3BLS
Ultima modifica: 6 mesi fa

Tempo di Lettura
~ 4 minuti
Valutazioni: 11
| Media: 4.5

Recensione 1:

Una realtà a noi – relativamente – lontana, dei concetti a noi estranei, delle situazioni di cui non ci siamo mai dovuti preoccupare: questo è “Io Capitano”, film di Matteo Garrone.

Una breve introduzione

Il film tratta i temi dell’immigrazione e di tutti i sacrifici che una persona deve affrontare, per poter avere ciò che noi riteniamo sia un gradino sotto la normalità; drammi, immense fatiche, lezioni di vita, costo delle proprie decisioni, fratellanza, è tutto ciò che Seydou e Moussa, cugini inseparabili e protagonisti della storia, dovranno affrontare per arrivare in Libia e avere una chance di salpare per la Sicilia.

Perché “Io Capitano”?

Il film ci offre uno sguardo realistico sulle sfide dell’immigrazione, scavando nelle vite di coloro che lottano per una possibilità di miglioramento. Il film ci spinge a interrogarci sulle nostre convinzioni e a considerare le ragioni profonde di chi intraprende un viaggio così difficile. Guardare questo film non è solo un atto di intrattenimento, ma un’opportunità di comprensione e riflessione sulla nostra umanità condivisa.

Una riflessione

In molti potrebbero chiedersi: “Perché non rimanere a casa, nel proprio Paese? Perché non prendere l’aereo visto che i trafficanti di esseri umani impongono comunque ai migranti il pagamento di somme di denaro?”. Queste domande, spesso piene di pregiudizi, aprono la strada a una riflessione più profonda sulle circostanze che spingono le persone a intraprendere percorsi così rischiosi. Forse possiamo smettere di pensare male degli immigrati senza generalizzare e invece cercare di capire le ragioni complesse che si celano dietro ogni storia migratoria, la quale, come abbiamo visto dal film, non è per nulla una passeggiata, anzi.

 E quindi?

La domanda cruciale è: e quindi? Rinunciare alle nostre pregiudizievoli visioni del mondo è solo l’inizio. Dobbiamo riconoscere il nostro ruolo in un contesto globale e la responsabilità di contribuire a un dialogo più aperto e compassionevole.
“Io Capitano” ci chiama a una maggiore consapevolezza delle sfide che affrontano molte persone nel mondo, spingendoci a unire le forze per costruire una società più inclusiva e comprensiva.

 

Farouk  Elnaggar 5II

 

Recensione 2:

Il 29 novembre la 3BLS, insieme ad altre classi dell’Istituto Cardano, si è recata al Cinema Politeama di Pavia per la visione del film “Io capitano”, pellicola appena premiata a Venezia con il Leone d’Argento per la miglior regia e da qualche giorno scelta per rappresentare l’Italia nella corsa agli Oscar. Un film diretto dal regista Matteo Garrone, prodotto da Rai Cinema, Archimede e Tarantula.

L’opera appartiene al genere drammatico e si può considerare un’odissea contemporanea, in cui Seydou e Moussa lasciano Dakar per raggiungere l’Europa, attraverso le insidie del deserto, gli orrori dei centri di detenzione della Libia e i pericoli del mare. Questo film, quindi, tratta dell’immigrazione africana verso l’Europa e di tutte le complicanze che comporta.

“Io capitano” è un film che suscita un senso di consapevolezza nello spettatore riguardo le difficoltà della vita nei Paesi meno industrializzati dove le difficoltà, nonostante tutto, vengono affrontate con determinazione.

La pellicola fa riflettere sulla fortuna che noi abbiamo di vivere in un Paese dove ognuno può diventare “chi” vuole e può realizzare il proprio progetto di vita, al contrario di Seydou e Moussa che, per riuscire a realizzare il sogno di diventare cantanti, sono costretti ad affrontare un viaggio verso l’Europa, dove il migrante ha diritto di asilo solo se perseguitato politico o in fuga da guerra o carestie. Questa, a nostro parere, è una forma di razzismo occulto, che ammette i bisogni primari ma non il bisogno e il diritto di sognare.

La mano del regista non si limita a mostrare il viaggio di ogni migrante che voglia arrivare in una nuova realtà; Garrone riesce a creare degli scorci poetici impressionanti, dando vita a una vera e propria atmosfera onirica in contrasto con la tragica realtà. Il drammatico viaggio a piedi, che Seydou e Moussa compiono con gli altri migranti nel deserto a inizio film e le ombre, che si fondono con le dune di sabbia, generano emozioni forti nello spettatore.

I due giovani senegalesi sono separati e trasferiti nei centri di detenzione libici, un incubo terrificante perchè Seydou e gli altri prigionieri vengono torturati e sfruttati, alcuni uccisi.

I due si ritroveranno solo molto tempo dopo: Seydou arriverà prima (Moussa era stato colpito da un proiettile e la ferita lo rallentava) in Italia offrendosi come “capitano” di un’imbarcazione e divenendo in questo modo uno scafista. Il mare che trasporta quella ferraglia stracolma di persone viene rappresentato dal regista quasi come il deserto, mostrando come la causa di tutte queste tragedie non sono le dune aride o il mare in tempesta ma unicamente la violenza umana.

Il film si conclude con i migranti ormai stremati, alcuni morti, ancora sull’imbarcazione e con l’arrivo della Guardia costiera italiana. Garrone, quindi, non mostra lo sbarco dei migranti a Lampedusa, ma presenta allo spettatore una realtà molto comune, per la quale i migranti straziati da un viaggio lungo e crudele sono costretti a rimanere ancora in mare.

Un film che può far emozionare, dove lo spettatore si ritrova catapultato all’interno di quello che per noi è un racconto surreale, ma che invece avviene realmenet e che richiede, per rimanere in vita, forza di lottare. Un film che descrive una realtà dove il divario tra la vita e la morte è sottile, dove il più crudo e doloroso gesto diventa normale.

Per questo film non sono stati utilizzati particolari effetti speciali: è tutto vero esattamente come succede a poca distanza da noi, dove migliaia di esseri umani muoiono alla ricerca della buona sorte.

Lorenzo Canarino, Pietro Crozi, Daniele Rigo 3BLS

Valutazioni: 11 | Media: 4.5

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