Quando le notizie diventato un gioco di prestigio, chi è il mago e chi la vittima? Sentiamo spesso parlare di fake news, ma cosa sono esattamente? Il dizionario Treccani le definisce come “Notizie false, con particolare riferimento a quelle diffuse mediante la Rete”. Nella conferenza di avvio del progetto “Il Quotidiano in Classe” organizzato dall’Osservatorio Permanente Giovani Editori il 9/11/2024, presso il Liceo Parini di Milano, abbiamo affrontato il tema delle fonti affidabili con il giornalista di Sky Luigi Casillo.
Il nostro obiettivo oggi, però, non è quello di definire le notizie, bensì di affrontare una nuova questione: cosa porta le persone a scrivere “bufale”? E cosa, invece, spinge gli altri a crederci immediatamente?
Il cervello umano: l’organo “perfetto” costituito da milioni di neuroni, il più sviluppato tra tutti, eppure così facilmente ingannevole…
Difatti, pur nella sua complessità, esso è limitato, dal momento che non sempre riesce a distinguere l’essere dall’apparire. Talmente limitato, che addirittura anche i più intelligenti, sia tra i piccini sia tra gli adulti, talvolta cadono, anche se in modo differente, in questo tranello.
Perché mai questo accade? Un ruolo decisivo lo detengono i social media e le piattaforme online: infatti da quando sono diventati parte integrante della nostra quotidianità, accedere a contenuti è diventato notevolmente economico e semplice, come si suol dire “a portata di un click”. I social media funzionano con algoritmi, che tendono a promuovere e a generare interazioni, indipendentemente dalla loro accuratezza; tutto ciò può portare a una vera e propria “bolla informativa”, conosciuta come “Filter Bubble”. Quest’ultima fa riferimento a una condizione di isolamento intellettuale e a un ambiente virtuale che ciascun utente costruisce su Internet tramite le sue selezioni preferenziali.
Più che la forza dei soli algoritmi, ci sarebbe anche la tendenza degli individui a interagire in Rete, come nella vita reale, con chi condivide le nostre stesse opinioni. I testi che circolano, spesso suscitano forti emozioni nel lettore, che si lascia trasportare dalle parole dimenticando di verificare le nozioni più importunati: le fonti.

Inoltre, il mondo dei social, così ampio e intrigante, è molto più complesso da comprendere di quanto crediamo: è, quindi, importante sapersi muovere in modo adeguato e consapevole. Secondo il nostro parere personale e dato il periodo storico, è necessaria un’educazione alla tecnologia fin dalla tenera età.
Il vero e proprio problema, però, sorge quando ci ritroviamo innanzi a una molteplicità di informazioni dubbie. E noi, piuttosto che verificarne la veridicità tramite la ricerca e fonti ufficiali, decidiamo, per pigrizia, di non informarci adeguatamente a riguardo, rimanendo così nella nostra completa e totale ignoranza.
Se dunque, come si è dimostrato, le vittime delle fake news sono le persone di tutte le età e il luogo in cui vengono ingannate sono i social, chi sono questi “maghi occulti”?
Questi “stregoni”, in realtà, sono persone comuni che, desiderose di ottenere notorietà e guadagno economico in modo comodo e veloce, decidono di sfruttare l’ignoranza altrui per raggiungere i loro obiettivi. Coloro che scrivono le fake news, infatti, si concentrano su temi popolari e spesso nuovi, facendo leva sulle forti emozioni umane: la politica, il terrorismo, i disastri naturali, le guerre e la scienza sono storie e questioni che accomunano noi tutti, dal momento in cui trattano situazioni e questioni delicate.
Le bugie mediatiche sono state ampiamente sfruttate anche nella storia, come un potente strumento di manipolazione: questo fenomeno, radicato nella psicologia delle masse ormai da secoli, può far scaturire conflitti globali o portare a notevoli guadagni economici.
Un esempio significativo avvenne durante la Seconda Guerra Mondiale, quando i nazisti usarono frequentemente notizie non veritiere, investendo ingenti somme di denaro per sopraffare la concorrenza e creare pretesti per azioni militari. Per giustificare l’invasione della Polonia, i tedeschi fabbricarono un evento mai avvenuto, noto come “l’incidente di Gleiwitz”.
Riteniamo che, più generalmente, è colpevole chiunque decida di interessarsi solo superficialmente ad un qualsiasi argomento, senza verificarne l’attendibilità da diverse fonti.
In conclusione, quindi, noi tutti siamo i “maghi” e di conseguenza, dovremmo essere cittadini del mondo intenti a cercare costantemente informazioni di qualità e non notizie aggregate che arrivano da canali non verificati. Se un tema interessa bisogna arrivare alla base, alla fonte, non subire passivamente ciò che viene proposto. E come disse il direttore del New York Times, Joe Kahn, il 21 maggio 2024, nell’incontro organizzato dall’Osservatorio Permanente Giovani Editori, a Firenze: “Nessun media potrà mai eliminare le fake news, ma ciascun individuo personalmente è padrone delle proprie fonti che sceglie per essere informato. Capisco che la buona informazione non sia gratuita ma è molto più economica di un caffé di Starbucks o di un abbonamento a Netflix […].”
Claire Alpern, Giorgia Arcidiaco, Noemi Marra 4ICL
Giornale dell'I.T.I.S. "G. Cardano" - Pavia

