28 febbraio 2026 – una mattina destinata a segnare un nuovo capitolo nelle relazioni internazionali. Stamattina Stati Uniti e Israele hanno lanciato un’importante operazione militare congiunta contro la Repubblica Islamica dell’Iran, in quello che è stato descritto da Washington come un attacco preventivo per “neutralizzare minacce imminenti” e dai governi occidentali come parte di una lunga spirale di tensioni.
Secondo le prime ricostruzioni, alle prime ore del mattino decine di obiettivi in diverse città iraniane sono stati colpiti da missili e attacchi aerei condotti da forze statunitensi e israeliane. Esplosioni sono state segnalate a Teheran e in altre località strategiche del paese, con danni a infrastrutture militari e civili. Il presidente degli Stati Uniti ha parlato di “operazioni di combattimento su larga scala” mirate a smantellare capacità militari e nucleari iraniane. Israele, dal canto suo, ha confermato di aver lanciato l’operazione – denominata, secondo fonti israeliane, “Ruggito del Leone” – sottolineando che si tratta di un intervento mirato a prevenire minacce esistenziali. In risposta agli attacchi, l’Iran ha lanciato missili e droni verso il territorio israeliano e basi statunitensi nella regione, contribuendo ad alimentare uno scenario di potenziale conflitto più ampio nel Medio Oriente.
Nel suo approfondimento intitolato “Attacco di Usa e Israele all’Iran: 7 grafici per capire come siamo arrivati fin qui”, l’ISPI interpreta l’attacco di stamattina non come un evento improvviso, ma come esito di un’escalation pluriennale di tensioni regionali e globali: le relazioni tra Stati Uniti e Iran sono segnate da decenni di ostilità, risalenti alla rivoluzione islamica del 1979 e aggravate da successive accuse reciproche, sanzioni e attacchi indiretti. Inoltre, il sospetto, da parte di Washington e Tel Aviv, che l’Iran stesse progredendo verso capacità nucleari militari è stato uno dei principali elementi di frizione negli ultimi anni. Gli attacchi e le contromisure degli ultimi mesi – comprese azioni militari dirette, sabotaggi e aumenti di presenza di unità statunitensi e israeliane nella regione – hanno contribuito a creare un ambiente in cui un conflitto diretto è diventato sempre più probabile.
Le reazioni globali sono arrivate rapidamente. Paesi occidentali e alleati degli Stati Uniti hanno espresso sostegno o cautela, mentre altre potenze mondiali – tra cui la Russia – hanno condannato l’attacco come ”aggressione contro uno Stato sovrano” e richiesto il ritorno al dialogo diplomatico.
La Russia ha duramente condannato l’attacco, definendolo un atto di aggressione non provocato, denunciando che mina il diritto internazionale e potrebbe causare catastrofi umanitarie ed economiche. Mosca ha offerto mediazione e scaricato la responsabilità sull’azione di USA e Israele. Il primo ministro libanese ha detto di non accettare che il paese venga trascinato in avventure che minacciano sicurezza e unità.
L’ Unione Europea ha definito la situazione pericolosa e ha esortato tutte le parti ad esercitare massima moderazione, proteggere i civili e rispettare il diritto internazionale. Alcuni stati membri stanno organizzando l’evacuazione di cittadini e la protezione dei connazionali nella regione. In Europa, anche il governo italiano ha convocato un vertice straordinario per valutare la situazione, esprimendo preoccupazione per l’instabilità regionale e ribadendo la volontà di una de-escalation.
L’attacco di oggi – se confermato come una lunga offensiva militare e non solo un’azione limitata – apre diversi scenari:
- Escalation regionale: il conflitto potrebbe estendersi con attacchi a basi statunitensi in paesi del Golfo e l’ingresso diretto di altri attori regionali.
- Crisi umanitaria e politica interna: in Iran è probabile un inasprimento della repressione interna contro oppositori e proteste, con forti implicazioni per i diritti civili.
- Risposta diplomatica: la comunità internazionale potrebbe spingere per negoziati di cessate il fuoco, con mediazioni internazionali per evitare un conflitto su larga scala.
Sara Grignani 5ALS
Giornale dell'I.T.I.S. "G. Cardano" - Pavia

