Giornale dell'I.T.I.S. "G. Cardano" - Pavia

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Note di rispetto, musica d’amore

AUTORI
Giorgia Pastore 3ICL
Ultima modifica: 6 mesi fa

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~ 3 minuti
Valutazioni: 7
| Media: 4.7

Durante la giornata del 3 marzo, alcune classi dell’Istituto hanno assistito in Aula Magna a un incontro davvero speciale intitolato “Note di rispetto, musica d’amore” con il maestro Giuseppo Lo Preiato, docente del Conservatorio di musica “E. F. Dall’Abaco” di Verona. Non è stata la solita lezione di teoria, ma un vero e proprio viaggio per capire come la musica entri nella nostra vita e diventi un linguaggio capace di raccontare chi siamo, anche quando le parole non bastano.

La musica come racconto

Il punto di partenza è stato una riflessione su cosa sia la musica per noi. Abbiamo scoperto che è una forma di comunicazione universale: nei film, ad esempio, le colonne sonore hanno il compito fondamentale di “preannunciare” la scena successiva, preparando le nostre emozioni a quello che vedremo. Un esempio perfetto che abbiamo analizzato è quello di Ennio Morricone con Gabriel’s Oboe.

Attraverso il suono dolce di questo strumento a fiato, l’oboe (oltretutto lo strumento che insegna il maestro), il compositore riesce a trasmettere una “serenità evocativa” che colpisce dritto al cuore.

Dalle origini ai giorni nostri

Abbiamo poi ripercorso la storia della canzone, vista come uno strumento per liberare sentimenti o veicolare messaggi nascosti. Siamo partiti da lontano, dall’opera dei Trovatori e dalla romanza lirica, passando per la grande tradizione della canzone napoletana, fino ad arrivare ai giganti della nostra musica come Luciano Pavarotti con “O sole mio”.

È stato molto interessante il confronto tra generi diversi. Ci siamo chiesti, ad esempio, perché nel rap artisti come Fabri Fibra scelgano di “parlare” invece di intonare cantando: è una scelta precisa per raccontare storie di disagio e realtà in modo più diretto. Abbiamo anche analizzato brani profondi come “Un malato di cuore” di Fabrizio De André e “Anna e Marco” di Lucio Dalla, scoprendo come la musica sappia “gonfiarsi” nei ritornelli per dare più forza al messaggio.

La tecnica delle emozioni

Una parte dell’incontro è stata dedicata a come si costruisce una canzone “emotiva”(in quanto poi alcune classi dovranno produrne una) e abbiamo imparato la differenza tra:

  • Tonalità maggiore: usata per trasmettere felicità e luce nella canzone;
  • Tonalità minore: usata per esplorare gli “accordi del dolore”.

Abbiamo poi potuto affermare che il modo di suonare uno strumento cambia tutto il messaggio. Un compositore può scegliere di usare arpeggi di chitarra (classica o acustica) o di pianoforte per rendere il suono più dolce e meno “tagliente”, aiutando chi ascolta ad affrontare la sofferenza senza esserne schiacciato.

L’amore senza parole

L’incontro si è concluso con una domanda bellissima: la musica senza parole può raccontare l’amore? Ripensando al tema di Nuovo Cinema Paradiso, la risposta collettiva è stata positivamente convinta. La musica ci insegna il rispetto per le emozioni altrui e ci aiuta a dare un nome a quello che proviamo. Dopo questa giornata, ascoltare una canzone non sarà più la stessa cosa: ora sappiamo che dietro ogni accordo si nasconde una storia che aspetta solo di essere capita.

Giorgia Pastore 3ICL

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