«Prendete quell’aereo, lasciatevi sorprendere dall’ignoto e vivete una delle esperienze più belle della vostra vita». È questo l’appello lanciato dagli studenti del triennio che hanno preso parte ai progetti Erasmus Plus, rivolgendosi ai compagni delle classi seconde durante l’incontro del 4 giugno in Aula Magna. Un passaggio di testimone fatto di immagini, video, ma soprattutto di storie vissute sul campo, che dimostrano come l’Erasmus, da storico progetto universitario, sia diventato una realtà fondamentale e accessibile anche per le scuole superiori.
L’incontro è stato un mosaico di testimonianze dirette. I ragazzi, rientrati da mete come la Grecia (Atene e Salonicco) e le isole Canarie, hanno condiviso non solo i successi, ma anche le paure dell’inizio: la barriera linguistica, il timore di non trovarsi bene a dormire presso famiglie mai conosciute prima e la nostalgia di casa. Difficoltà che si sono sciolte già dopo i primi giorni, lasciando spazio a una crescita personale straordinaria.
Atene
Il primo blocco di racconti ha visto come protagonista la capitale greca. Una delle studentesse, Giumana Barham di 4IFL, ha voluto rompere il ghiaccio presentando l’intera relazione in lingua inglese, dimostrando nei fatti il primo grande obiettivo del progetto: “Improve your English.”
Subito dopo, la parola è passata ad Azzurra Merlini, studentessa dell’Indirizzo Chimico, che ha spiegato come il viaggio sia stato declinato anche in chiave professionalizzante e didattica per indirizzo di studi:
«Il viaggio è stato improntato su questo aspetto. Abbiamo visitato diverse aziende locali nei settori dell’olio, del vino, della birra e del miele. È stato stimolante collegare le formule studiate in classe con la produzione reale in un paese estero».
Non sono mancati i momenti di svago e cultura, dalle visite all’Acropoli e al Pantheon, fino a un bagno fuori stagione a novembre, con 22 gradi. Ma il valore più grande è stato l’elemento umano: «La parte che ho preferito è stata stringere legami con ragazzi della nostra scuola che prima vedevo solo nei corridoi, e scoprire l’incredibile calore del popolo greco».
Gran Canaria
L’Erasmus non è solo un viaggio turistico, è un’immersione. Molti dei percorsi presentati prevedono la formula dello scambio culturale in famiglia, un’opportunità che permette di calarsi e vivere pienamente in un contesto totalmente diverso da quello italiano,come avvenuto a Lisbona o alle Canarie.
Due delle studentesse volate a Gran Canaria, Giulia Carotenuto 4ELS e Francesca Gallo 4CI, hanno raccontato la magia e le sfide di questa modalità: «All’inizio puoi sentirti spaesata per la lingua o per le abitudini diverse, ma la famiglia ospitante ti fa sentire a casa. Ti regala un’autonomia che ti servirà per sempre». Tra le visite alla Casa di Colombo e le escursioni alle dune di Maspalomas, l’impatto più forte resta quello emotivo: «Si torna a casa cambiati, con una visione del mondo diversa. Anche a distanza di un anno, iragazzi stranieri ci scrivono dicendo: ‘Quando tornerai qui, sappi che la nostra porta per te sarà sempre aperta’».
Salonicco
A chiudere l’incontro sono stati gli studenti partiti a gennaio 2026 per Salonicco. Il loro è stato un vero e proprio specchio basato sulla reciprocità: una settimana in Grecia ospiti dei partner stranieri e, due settimane dopo, il ricambio dell’ospitalità in Italia.
Un’esperienza che molti hanno deciso di inserire come “capolavoro” nel Curriculum dello Studente per l’Esame di Maturità. «I primi giorni non sono stati una passeggiata, ha confessato uno degli studenti con grande onestà, dovevo sforzarmi di parlare inglese tutto ilgiorno, mi mancava casa. Ma poi ho capito che la mia era solo paura di uscire dalla comfort zone. Non si può rimanere bloccati per sempre nella stessa sfera, facendo le stesse cose: fuori c’è un mondo che ci aspetta». Anche le differenze culturali più piccole, comegli orari dei pasti greci (il pranzo alle tre del pomeriggio o la cena leggera prima di dormire), sono diventate occasioni per riflettere e imparare. E per quanto riguarda la lingua? «A scuola impari i discorsi impostati. Lì devi salvarti, devi comunicare per forza. Io in inglese ero una capra, ma grazie al supporto dei compagni ce l’ho fatta».
Un’opportunità per tutti
L’incontro in Aula Magna si è concluso con un forte messaggio di inclusione. Il Progetto Erasmus rappresenta un’opportunità democratica fondamentale: permette anche a chi non avrebbe la possibilità economica di fare viaggi e di scoprire l’Europa a costo zero.
L’invito finale dei ragazzi alle classi seconde è stato unanime: non lasciarsi frenare dalle insicurezze. Le amicizie nate durante quella settimana superano le distanze e, spesso, continuano per tutta la vita.
Vittoria Izzo e Mattia Bottinelli 4ICL
Giornale dell'I.T.I.S. "G. Cardano" - Pavia

