L’Unione Europea e gli Stati Uniti d’America hanno costruito, nel corso di decenni, un rapporto che è stato al centro della politica globale, fatto di commercio, investimenti, sicurezza e cooperazione strategica. Ma la vittoria elettorale di Donald Trump nel 2024 e il suo insediamento come 47° presidente degli Stati Uniti hanno segnato una svolta significativa nelle dinamiche transatlantiche, spingendo l’Europa a confrontarsi con l’urgenza di ridefinire il proprio ruolo economico e geopolitico.
Nei dati commerciali pre-Trump, l’UE e gli USA scambiavano merci e servizi per oltre €1,6 trilioni nel 2023, con le esportazioni europee verso gli Stati Uniti che superavano i €500 miliardi.
Tuttavia, l’agenda economica dell’amministrazione Trump ha rapidamente enfatizzato un approccio “America First” (America prima), con politiche più protezionistiche rispetto a quelle dell’amministrazione precedente.
Fonti europee e analisti internazionali hanno documentato che Trump ha minacciato l’imposizione di dazi minimi del 10 % su tutte le importazioni, inclusi prodotti europei, con il rischio di una contrazione delle esportazioni UE verso gli USA fino a €150 miliardi annui se tali piani fossero stati realizzati.
Queste misure non solo mettono in discussione la storica apertura commerciale transatlantica, ma costringono l’industria europea a rivalutare le catene di approvvigionamento e le strategie competitive.
Il ritorno di Trump alla Casa Bianca ha ricordato alle capitali europee che alleanze stabili possono essere messe alla prova. Politiche come l’estensione dei dazi su acciaio e alluminio — già annunciate nei primi mesi di amministrazione — e un atteggiamento critico verso gli accordi multilaterali hanno portato a un aumento della percezione di insicurezza economica tra governi e imprese europee, spingendo di fatto l’UE a ponderare politiche di maggiore autonomia strategica e commerciale.
Non solo economia: il ritorno di Trump ha avuto impatti politici in Europa. Il suo messaggio “nazionalista” e meno incline alla cooperazione multilaterale, lo fanno percepire non più come semplice “alleato” bensì come partner necessario ma non completamente affidabile. Secondo sondaggi pubblicati dopo la sua elezione, solo circa il 21 % degli europei vede gli USA come un alleato, mentre la maggioranza lo considera principalmente un partner funzionale nei rapporti globali.
Dai dati commerciali alle alleanze strategiche, l’elezione di Donald Trump nel 2024 ha accentuato alcune debolezze strutturali nelle relazioni tra Europa e Stati Uniti, portando a un realismo transatlantico più marcato.
Questa nuova realtà — caratterizzata da politiche più protezionistiche, richieste di maggiore contributo difensivo da parte europea e un approccio “unilaterale” agli accordi globali — sta costringendo l’Unione Europea a riflettere sull’importanza di aumentare la propria autonomia economica e strategica per non rimanere vincolata a dinamiche esterne imprevedibili.
Sara Grignani 5ALS
Giornale dell'I.T.I.S. "G. Cardano" - Pavia

